giovedì 24 aprile 2014

INTERVENTO IN AULA DEL 24/04/2014 - DDL DI CONVERSIONE DEL D.L. 36/2014

Il mio intervento di quest'oggi in Aula, all'apertura della discussione generale sul DDL stupefacenti. Un atto necessario per risolvere i disastrosi problemi creati dalla Fini-Giovanardi, Legge dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

È opportuno differenziare il grande traffico di stupefacenti dal piccolo spaccio, regolamentare l'uso personale di stupefacenti, distinguere tra droghe leggere e pesanti.



mercoledì 19 marzo 2014

De Magistris inadatto al ruolo che ricopre. Napoli merita di più.

L’esperienza De Magistris è giunta al termine. Siamo di fronte ad un fallimento su tutti i fronti. 
Non registriamo passi avanti, né sulle grandi questioni che attanagliano Napoli e penso a Bagnoli, a Napoli Est, al trasporto pubblico, al lavoro, né sui temi più immediati, come l’organizzazione dei servizi di prossimità, la raccolta differenziata, la dismissione del patrimonio comunale o la riorganizzazione delle politiche sociali. È chiaro: per onestà intellettuale dobbiamo riconoscere, come Partito Democratico, che non tutte le colpe possono o devono per forza di cose essere addebitate al Sindaco. Napoli è stata lasciata in condizioni disperate dalla precedente amministrazione che, nei cinque anni antecedenti al 2011 ha generato enormi criticità, peggio delle quali ha fatto solo De Magistris in questi primi 30 mesi. 

C’è bisogno di un cambio di passo, di un elettroshock che solo le urne anticipate ed i cittadini napoletani possono dare, come giustamente evidenziato dal Segretario Provinciale del PD. Il Partito Democratico deve riorganizzarsi – in maniera assolutamente slegata da De Magistris – per arrivare pronto agli appuntamenti elettorali cruciali del 2015. Appuntamento rispetto ai quali, francamente, vedo tanta impreparazione ed improvvisazione e ben poco del necessario rinnovamento e della necessaria discontinuità rispetto al passato. Si impegnino, dunque, questi mesi a costruire un’alternativa seria ed autorevole per la Città. Napoli ha tutte le energie per diventare incubatore innovativo per piccole e medie imprese nel settore manifatturiero, in quello delle energie rinnovabili, in quello della ricerca di nuove tecnologie ed al tempo stesso grazie alla sua posizione strategica potrà ritrovare una leadership nel trasporto marittimo. Non credo che De Magistris sia in grado di fare tutto questo e la Città ormai lo ha capito!



mercoledì 19 febbraio 2014

Lo chiamano fenomeno Neet, io la chiamo #emergenza sociale




Not in Education, Employment or Training. Li chiamano neet, e sono quei ragazzi che non studiano, non lavorano, non si formano, non cercano un’occupazione. In Italia sono circa due milioni, giovani e giovanissimi, spesso donne. Una popolazione in continuo, costante aumento.
Ci sono quelli che hanno una licenza elementare o un diploma di scuola media e si accontentano di piccoli lavori saltuari, spesso mal retribuiti e pagati in nero. Ci sono i diplomati, sfiduciati perché non sono riusciti a trovare un’occupazione stabile. Ci sono i laureati, rassegnati perché troppo avanti con gli anni o con competenze che non soddisfano i nuovi bisogni delle imprese.
Un esercito – cresciuto negli ultimi mesi di oltre 140 mila ragazzi e ragazze – in deficit di futuro e di fiducia, che vive i sintomi di una socialità mancata.
Le cifre fornite dall’Istat sono sconfortanti: in tre anni il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto di oltre quattro punti (oggi è al 25,4%) ed è superiore di quasi 6 punti rispetto alla media europea.
L’Italia e' il Paese dell'Eurozona con il maggior numero di giovani NEET.
Il problema vero è nel sistema lavoro nel suo complesso, che mostra i segni di una fragilità e di una sofferenza profonda: cresce il numero degli occupati, cala quello dei lavoratori a tempo indeterminato, diminuisce il numero dei disoccupati ma aumenta la popolazione inattiva in età lavorativa, la disoccupazione tende a cronicizzarsi e chi lavora lo fa con meno garanzie e minori tutele.
Tutto questo ha portato i giovani a vivere una crescente precarizzazione.
Questi ragazzi perdono la voglia di studiare o di cercare un’occupazione, rinunciando a un pezzo di futuro
Ci troviamo, dunque,  davanti ad una vera e propria emergenza sociale.
Attraverso il progetto  Amva-Neet, il governo Letta ha provato a dare una risposta a questa emergenza, mettendo a disposizione 10milioni di euro per tirocini in grandi Aziende, operazione che ha avuto un feedback talmente positivo da far esaurire in meno di un anno i fondi.  Si legge sul sito di Italia Lavoro “In data 8 agosto 2013, si informa che in ragione dell’elevato numero di richieste ad oggi pervenute, tali da esaurire i fondi disponibili, la data di chiusura dell'avviso, originariamente prevista per il 31 dicembre 2014, è anticipata al 30 dicembre 2013”. Un anno prima. Questo dimostra che i giovani hanno voglia di futuro, ma anche che i fondi non sono abbastanza.
Lo scorso 22 aprile la Commissione Europea ha approvato lo Youth Guarantee, ovvero la raccomandazione che detta le linee guida per risolvere le problematiche occupazionali che affliggono i giovani in tutta Europa. La Commissione ha fatto appello ai singoli Stati membri affinché s’impegnino a garantire, a tutti i cittadini sotto i 25 anni di età, un’offerta qualitativamente valida di lavoro, il proseguimento degli studi o l’accesso a un percorso.
Questo appello è stato accolto dal nostro Paese?
Abbiamo il dovere di  finanziare nuovi progetti e mettere i giovani nelle condizioni di costruire il proprio futuro.
Voglio impegnarmi affinchè si faccia il possibile per ridare ai giovani il diritto a un futuro migliore.

mercoledì 12 febbraio 2014

INVESTIRE SULLA CULTURA, UN DOVERE.



Non ho potuto in questi giorni fare a meno di riflettere sulla confusione generata dalla proposta del Governo sui bonus libri. Non voglio entrare nel merito delle questioni tecniche, non ancora, e non voglio polemizzare sull'approssimazione di una proposta d'investimento che si è rivelata insostenibile per lo Stato, ma vorrei invece soffermarmi sull'imminente necessità di un piano di rilancio della cultura. Abbiamo bisogno di investimenti forti, pubblici e privati, poiché i diritti culturali non devono essere subordinati ad altri, ritenuti erroneamente prioritari. Anche e soprattutto in un momento di crisi.

Una libreria che chiude non è solo un'impresa fallita. E' una famiglia che si perde, una comunità di lettori che smarrisce il suo spazio. Insomma una libreria che chiude è il sintomo di una pericolosa tendenza all'arretramento culturale che colpisce il nostro territorio, dove i luoghi di cultura scompaiono e le opere storiche perdono pezzi.

Io credo che la cultura abbia bisogno di spazi, e per questo nelle prossime settimane ho intenzione di incontrare gli editori campani e gli altri operatori del settore storico-artistico-culturale, per studiare insieme a loro che operano nel concreto, possibili misure utili per il rilancio della lettura e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale.

giovedì 6 febbraio 2014

#TERRADEIFUOCHI - Primo passo ma il percorso è ancora lungo e insidioso




Con la conversione in Legge del Decreto Terra dei Fuochi il primo passo è stato fatto.
Definizione del reato di combustione dei rifiuti, fondi per bonifiche, impiego dell'esercito e screening sanitario della popolazione per monitorare dal punto di vista medico - epidemiologico l'incidenza dell'inquinamento e dei roghi sulla nostra comunità. Sono questi i 4 cardini sui quali si fonda la strategia di Governo e Partito Democratico per tutelare il nostro territorio.

Sono però molto sorpresa dal voto contrario del M5S, che su un tema così sensibile avrebbe dovuto anteporre l'interesse dei nostri territori alla demagogia da campagna elettorale permanente.

Per la prima volta Governo e Parlamento mettono assieme un pacchetto di norme interamente dedicate alla lotta contro le ecomafie. Certo ogni provvedimento è perfettibile ed in ogni caso dovrà trovare piena attuazione, ma è un ottimo punto di partenza.
Un primo passo per tornare a dare dignità ad una terra da troppo tempo martoriata, ora abbiamo tutti il dovere di utilizzare al meglio questo strumento.
 La strada è ancora lunga, ma questa Legge rappresenta un bel punto di partenza.
Il nostro impegno proseguirà in questa direzione!