mercoledì 31 luglio 2013

Pomigliano, chiarezza sulla Cigs

Abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta in Commissione, rivolta ai Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico affinché si faccia chiarezza sulle modalità di gestione ed erogazione della CIGS a partire dal mese di aprile 2013, adottate presso lo stabilimento FIAT G. B. Vico di Pomigliano d’Arco.

Un atto dovuto, a nostro avviso, al fine di verificare l’effettiva correttezza dei criteri di rotazione adottati dall’Azienda di Torino per la scelta dei gruppi di lavoratori sottoposti alla CIGS.

CIGS che, almeno per il momento, è applicata esclusivamente ai lavoratori assegnati alla cosiddetta Area C, mentre gli addetti alle Aree A e B beneficiano del tempo di lavoro pieno.

Obiettivo dell’interrogazione è principalmente quello di chiarire se e quali possano essere le strategie adottabili dalla FIAT e dal Governo nei prossimi mesi, in grado di portare ad un progressivo azzeramento del ricorso alla CIGS o comunque ad un utilizzo più equo della stessa, attraverso la distribuzione dei sacrifici inevitabilmente connessi all’impiego degli ammortizzatori sociali su di un numero più ampio di lavoratori, che comporterebbe una riduzione dell’impatto economico negativo sulle singole unità lavorative.

Il testo integrale dell'interrogazione è disponibile qui.

La rassegna stampa è disponibile qui.

martedì 30 luglio 2013

Una mia lettera al Direttore de' "Il Mattino" su "La Terra dei fuochi"

Pubblicata nell'edizione del 30 luglio 2013 - Il Mattino
Con il Dott. Antonio Marfella e con Lucia De Cicco

Egregio Direttore,
apprendo con non poca soddisfazione degli impegni seri e concreti che il Governo Letta sta assumendo nei confronti dei nostri territori, in materia di lotta alle ecomafie, ai roghi tossici di rifiuti ed allo smaltimento illecito degli stessi, fenomeni che, purtroppo, con sempre maggiore intensità – specie nel periodo estivo – interessano le aree poste al confine tra le province di Napoli e Caserta.
Sento di poter dire che le iniziative dei Ministri Orlando (istituzione di un pool di magistrati con l’obiettivo di costruire un’iniziativa legislativa tesa a sanzionare penalmente ed in modo più incisivo coloro i quali direttamente o indirettamente appiccano roghi tossici) e De Girolamo (potenziamento dei controlli delle aree dismesse, anche attraverso il ricorso al Corpo Forestale dello Stato) siano un buon viatico per un percorso che, in ogni caso, si è manifestato sin da subito lungo ed irto di ostacoli.
Quello dello smaltimento illecito di rifiuti in Campania ed il consequenziale fenomeno dei roghi tossici, infatti, presenta disparate criticità e necessita, a mio avviso, di un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento di una pluralità di attori istituzionali e nel contempo con l’utilizzo di una molteplicità di strumenti giuridici, amministrativi, sociali, culturali e politici.
Sul piano socio – culturale molto è stato fatto e tanto, ancora, c’è da fare: non è un caso, del resto, se il forte interessamento della politica che negli ultimi mesi si è fatta carico di questa vicenda, che definirei “nazionale” per tutte le conseguenze che comporta in termini di rischi per la salute, spesa sanitaria e dispendio e scempio di risorse ambientali, è stato senza ombra di dubbio sollecitato dalle fortissime pressioni provenienti dai mondi dell’associazionismo, del movimentismo e del civismo più disparato, che prima di tutti gli altri hanno saputo intercettare e comprendere gli effetti di una disastrosa e, speriamo non irreparabilmente, scellerata gestione del territorio, agevolata, negli ultimi venti – trent’anni, da un radicato sistema criminale e, nel contempo, dalla scarsa lungimiranza delle istituzioni, locali e nazionali.
Pare ora invertirsi la tendenza, sia per l’approccio che al problema sta avendo il Governo Letta, sia per una diversa presa di coscienza della politica stessa, che – in modo diffuso e trasversale – sembra abbia maturato il convincimento che la tutela, il presidio ed il rilancio del territorio e delle sue risorse, siano la strada giusta da percorrere – anche a prescindere da connotazioni partitiche – al fine di riconciliare i cittadini con i rispettivi rappresentanti istituzionali.

È in tale ottica che sin dall’inizio di questa XVII Legislatura, con il supporto sia delle associazioni ambientaliste che degli altri Colleghi Deputati, abbiamo promosso una serie di iniziative parlamentari (interrogazioni, mozioni ed interpellanze urgenti) tese a compulsare il Governo nel compiere quelle attività che in questi giorni stanno trovando, seppur parzialmente, attuazione.
Sul punto, sebbene con favore si debbano accogliere le proposte di inasprimento delle pene per chi commette reati ambientali (che andrebbero, ad avviso di chi scrive, assimilati in tutto o in parte a quelli di stampo mafioso e/o terroristico), è altresì opportuno non abbassare la guardia anche rispetto ad altre direttive da seguire per costruire un’efficace strategia di complessivo contrasto alle ecomafie, che passa necessariamente attraverso la costruzione di un tavolo interministeriale (Ambiente, Giustizia, Interni, Sanità, Politiche Agricole) che si occupi delle questioni di cui in premessa, la revisione e la riorganizzazione delle strutture e delle funzioni delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale, la intensificazione delle attività di sensibilizzazione ed informazione della cittadinanza in capo alle Aziende Sanitarie Locali ed, infine, la stesura di un programma serio ed ampio di bonifica e recupero dei suoli inquinati.
Un coacervo di azioni, dunque, che, per quanto ovvio, non potrà che richiedere un coordinamento di tutti i soggetti coinvolti, istituzionali e non, del quale dovrà farsi carico la “politica” nei prossimi mesi.
Mesi nei quali, non sarebbe da considerarsi peregrina a priori – così come già richiesto formalmente al Governo nella mozione 1/00098 – l’ipotesi di dare spazio, nel presidio dei territori, all’impiego dell’esercito, accanto alle Forze dell’Ordine già attualmente impegnate in una lotta impari per estensione delle aree interessate dagli incendi e per la inafferrabilità degli autori dei roghi tossici: sarebbe questo – a mio avviso –  un segnale forte di vicinanza dello Stato ai cittadini ed al tempo stesso un messaggio inequivocabile ai criminali che deturpano la “terra dei fuochi”, che, mi auguro, il Governo possa prendere seriamente in considerazione in tempi rapidi e con il mese di agosto ormai alle porte.
On. Michela Rostan

Delegata Segreteria Nazionale del PD per il Forum Ambiente



mercoledì 24 luglio 2013

Il lavoro prima di tutto. Un impegno serio per dare prospettive ed un futuro agli LSU di Melito.


Ho rivolto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali un’interrogazione a risposta scritta tesa ad ottenere chiarimenti da parte del Governo, rispetto alle scelte strategie che questo intende adottare per avviare una seria politica di stabilizzazione degli LSU. Non è più sostenibile, a mio avviso, la condizione di quelle tante e tanti lavoratori socialmente utili, che sempre più spesso sono impiegati negli Enti Pubblici per svolgere mansioni diverse e più impegnative rispetto a quelle per le quali dovrebbe essere utilizzati, il tutto senza ricevere, in cambio, un’adeguata retribuzione, un percorso previdenziale ed assistenziale tale da garantire loro un seppur minimo profilo pensionistico ed una prospettiva di stabilizzazione. A Melito di Napoli, tanto per citare la situazione del mio comune di provenienza, da quasi tre anni non si procede ad alcuna stabilizzazione degli LSU impiegati presso le sedi comunali, con la conseguenza che le 28 unità attualmente impegnate sono costrette a vivere una sistematica condizione di disagio. Giacché la stabilizzazione può avvenire, secondo la normativa vigente, attraverso il reperimento di risorse nazionali e regionali, ho chiesto al Ministro di promuovere ogni attività utilmente tesa alla stabilizzazione degli LSU e la convocazione di un tavolo tecnico con tutte le parti interessate (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, salute, Regione ed amministrazioni comunali), onde garantire il riconoscimento delle professionalità acquisite dagli LSU in funzione delle mansioni effettivamente svolte da questi ultimi negli anni addietro e la loro consequenziale stabilizzazione. 


mercoledì 17 luglio 2013

Sulla EAVBUS si faccia chiarezza il prima possibile

E’ indispensabile intervenire per garantire l’immediato ripristino del servizio di trasporto pubblico erogato dalla EAVbus nelle more in cui verranno ultimate le procedure di assegnazione della gestione della società da parte della Curatela Fallimentare.  Il pressapochismo e l’inadeguatezza della Regione nella gestione di questa fase così delicata non sono in alcun modo accettabili e stanno avendo ripercussioni negative, sia per i lavoratori della EAVbus, esasperati da un continuo stato di incertezza della propria condizione occupazionale, sia per l’utenza alla quale non viene più garantito il pieno diritto alla mobilità. E’ necessario, pertanto, che si acceleri sull’affidamento della gestione temporanea della EAVbus da parte della Curatela Fallimentare, e nel contempo, che la Regione si faccia carico di trovare soluzioni che nel lungo periodo siano in grado di scongiurare la interruzione dei servizi di trasporto pubblico e di assicurare stabilità e certezze ai lavoratori del settore.
Nel mentre ci sentiamo di rivolgere un appello ai lavoratori, affinché continuinino a dimostrare il senso di responsabilità che finora ne ha contraddistinto la condotta, così da garantire un indispensabile servizio di trasporto per migliaia di cittadini campani. Al tempo stesso, continueremo ad impegnarci nei confronti del Governo, affinché in tempi rapidi vengano reperiti i fondi necessari affinché il trasporto pubblico in Campania possa tornare ad essere funzionale ed efficace per i bisogni della cittadinanza. Ci auguriamo che diversamente da quanto fatto finora, anche la Regione intraprenda la strada della spesa efficiente e senza sprechi dei fondi regionali a disposizione per il trasporto pubblico.

Michela Rostan
Leonardo Impegno

Su Il Velino e su Julienews.

martedì 16 luglio 2013

Lotta alle mafie obiettivo prioritario



Su Ilvelino.it e su Julienews, alcune mie riflessioni relativamente alla riforma dell'art. 416 ter cp ed alla nuova giunta comunale di Melito.