giovedì 24 aprile 2014

INTERVENTO IN AULA DEL 24/04/2014 - DDL DI CONVERSIONE DEL D.L. 36/2014

Il mio intervento di quest'oggi in Aula, all'apertura della discussione generale sul DDL stupefacenti. Un atto necessario per risolvere i disastrosi problemi creati dalla Fini-Giovanardi, Legge dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

È opportuno differenziare il grande traffico di stupefacenti dal piccolo spaccio, regolamentare l'uso personale di stupefacenti, distinguere tra droghe leggere e pesanti.



mercoledì 19 marzo 2014

De Magistris inadatto al ruolo che ricopre. Napoli merita di più.

L’esperienza De Magistris è giunta al termine. Siamo di fronte ad un fallimento su tutti i fronti. 
Non registriamo passi avanti, né sulle grandi questioni che attanagliano Napoli e penso a Bagnoli, a Napoli Est, al trasporto pubblico, al lavoro, né sui temi più immediati, come l’organizzazione dei servizi di prossimità, la raccolta differenziata, la dismissione del patrimonio comunale o la riorganizzazione delle politiche sociali. È chiaro: per onestà intellettuale dobbiamo riconoscere, come Partito Democratico, che non tutte le colpe possono o devono per forza di cose essere addebitate al Sindaco. Napoli è stata lasciata in condizioni disperate dalla precedente amministrazione che, nei cinque anni antecedenti al 2011 ha generato enormi criticità, peggio delle quali ha fatto solo De Magistris in questi primi 30 mesi. 

C’è bisogno di un cambio di passo, di un elettroshock che solo le urne anticipate ed i cittadini napoletani possono dare, come giustamente evidenziato dal Segretario Provinciale del PD. Il Partito Democratico deve riorganizzarsi – in maniera assolutamente slegata da De Magistris – per arrivare pronto agli appuntamenti elettorali cruciali del 2015. Appuntamento rispetto ai quali, francamente, vedo tanta impreparazione ed improvvisazione e ben poco del necessario rinnovamento e della necessaria discontinuità rispetto al passato. Si impegnino, dunque, questi mesi a costruire un’alternativa seria ed autorevole per la Città. Napoli ha tutte le energie per diventare incubatore innovativo per piccole e medie imprese nel settore manifatturiero, in quello delle energie rinnovabili, in quello della ricerca di nuove tecnologie ed al tempo stesso grazie alla sua posizione strategica potrà ritrovare una leadership nel trasporto marittimo. Non credo che De Magistris sia in grado di fare tutto questo e la Città ormai lo ha capito!



mercoledì 19 febbraio 2014

Lo chiamano fenomeno Neet, io la chiamo #emergenza sociale




Not in Education, Employment or Training. Li chiamano neet, e sono quei ragazzi che non studiano, non lavorano, non si formano, non cercano un’occupazione. In Italia sono circa due milioni, giovani e giovanissimi, spesso donne. Una popolazione in continuo, costante aumento.
Ci sono quelli che hanno una licenza elementare o un diploma di scuola media e si accontentano di piccoli lavori saltuari, spesso mal retribuiti e pagati in nero. Ci sono i diplomati, sfiduciati perché non sono riusciti a trovare un’occupazione stabile. Ci sono i laureati, rassegnati perché troppo avanti con gli anni o con competenze che non soddisfano i nuovi bisogni delle imprese.
Un esercito – cresciuto negli ultimi mesi di oltre 140 mila ragazzi e ragazze – in deficit di futuro e di fiducia, che vive i sintomi di una socialità mancata.
Le cifre fornite dall’Istat sono sconfortanti: in tre anni il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto di oltre quattro punti (oggi è al 25,4%) ed è superiore di quasi 6 punti rispetto alla media europea.
L’Italia e' il Paese dell'Eurozona con il maggior numero di giovani NEET.
Il problema vero è nel sistema lavoro nel suo complesso, che mostra i segni di una fragilità e di una sofferenza profonda: cresce il numero degli occupati, cala quello dei lavoratori a tempo indeterminato, diminuisce il numero dei disoccupati ma aumenta la popolazione inattiva in età lavorativa, la disoccupazione tende a cronicizzarsi e chi lavora lo fa con meno garanzie e minori tutele.
Tutto questo ha portato i giovani a vivere una crescente precarizzazione.
Questi ragazzi perdono la voglia di studiare o di cercare un’occupazione, rinunciando a un pezzo di futuro
Ci troviamo, dunque,  davanti ad una vera e propria emergenza sociale.
Attraverso il progetto  Amva-Neet, il governo Letta ha provato a dare una risposta a questa emergenza, mettendo a disposizione 10milioni di euro per tirocini in grandi Aziende, operazione che ha avuto un feedback talmente positivo da far esaurire in meno di un anno i fondi.  Si legge sul sito di Italia Lavoro “In data 8 agosto 2013, si informa che in ragione dell’elevato numero di richieste ad oggi pervenute, tali da esaurire i fondi disponibili, la data di chiusura dell'avviso, originariamente prevista per il 31 dicembre 2014, è anticipata al 30 dicembre 2013”. Un anno prima. Questo dimostra che i giovani hanno voglia di futuro, ma anche che i fondi non sono abbastanza.
Lo scorso 22 aprile la Commissione Europea ha approvato lo Youth Guarantee, ovvero la raccomandazione che detta le linee guida per risolvere le problematiche occupazionali che affliggono i giovani in tutta Europa. La Commissione ha fatto appello ai singoli Stati membri affinché s’impegnino a garantire, a tutti i cittadini sotto i 25 anni di età, un’offerta qualitativamente valida di lavoro, il proseguimento degli studi o l’accesso a un percorso.
Questo appello è stato accolto dal nostro Paese?
Abbiamo il dovere di  finanziare nuovi progetti e mettere i giovani nelle condizioni di costruire il proprio futuro.
Voglio impegnarmi affinchè si faccia il possibile per ridare ai giovani il diritto a un futuro migliore.

mercoledì 12 febbraio 2014

INVESTIRE SULLA CULTURA, UN DOVERE.



Non ho potuto in questi giorni fare a meno di riflettere sulla confusione generata dalla proposta del Governo sui bonus libri. Non voglio entrare nel merito delle questioni tecniche, non ancora, e non voglio polemizzare sull'approssimazione di una proposta d'investimento che si è rivelata insostenibile per lo Stato, ma vorrei invece soffermarmi sull'imminente necessità di un piano di rilancio della cultura. Abbiamo bisogno di investimenti forti, pubblici e privati, poiché i diritti culturali non devono essere subordinati ad altri, ritenuti erroneamente prioritari. Anche e soprattutto in un momento di crisi.

Una libreria che chiude non è solo un'impresa fallita. E' una famiglia che si perde, una comunità di lettori che smarrisce il suo spazio. Insomma una libreria che chiude è il sintomo di una pericolosa tendenza all'arretramento culturale che colpisce il nostro territorio, dove i luoghi di cultura scompaiono e le opere storiche perdono pezzi.

Io credo che la cultura abbia bisogno di spazi, e per questo nelle prossime settimane ho intenzione di incontrare gli editori campani e gli altri operatori del settore storico-artistico-culturale, per studiare insieme a loro che operano nel concreto, possibili misure utili per il rilancio della lettura e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale.

giovedì 6 febbraio 2014

#TERRADEIFUOCHI - Primo passo ma il percorso è ancora lungo e insidioso




Con la conversione in Legge del Decreto Terra dei Fuochi il primo passo è stato fatto.
Definizione del reato di combustione dei rifiuti, fondi per bonifiche, impiego dell'esercito e screening sanitario della popolazione per monitorare dal punto di vista medico - epidemiologico l'incidenza dell'inquinamento e dei roghi sulla nostra comunità. Sono questi i 4 cardini sui quali si fonda la strategia di Governo e Partito Democratico per tutelare il nostro territorio.

Sono però molto sorpresa dal voto contrario del M5S, che su un tema così sensibile avrebbe dovuto anteporre l'interesse dei nostri territori alla demagogia da campagna elettorale permanente.

Per la prima volta Governo e Parlamento mettono assieme un pacchetto di norme interamente dedicate alla lotta contro le ecomafie. Certo ogni provvedimento è perfettibile ed in ogni caso dovrà trovare piena attuazione, ma è un ottimo punto di partenza.
Un primo passo per tornare a dare dignità ad una terra da troppo tempo martoriata, ora abbiamo tutti il dovere di utilizzare al meglio questo strumento.
 La strada è ancora lunga, ma questa Legge rappresenta un bel punto di partenza.
Il nostro impegno proseguirà in questa direzione!


martedì 4 febbraio 2014

#FUORILELOBBY, MA LE REGOLE VALGONO SOLO PER GLI ALTRI



Gianroberto Casaleggio visita la Camera e subito dopo il Gruppo del M5S da vita a condotte politicamente e mediaticamente clamorose, spesso in violazione del Regolamento della Camera. Il sito beppegrillo.it. fa il boom, con conseguente aumento vertiginoso dei ricavi garantiti dagli inserzionisti del blog. 

Ho scritto al Presidente della Camera insieme ai colleghi Massimiliano Manfredi e Giorgio Piccolo, per denunciare il conflitto d'interesse nel Movimento 5 Stelle.

Il M5S ha lanciato la campagna #fuorilelobby.
Sarebbe quindi opportuno verificare se la condotta di Gianroberto Casaleggio rappresenti attività di lobbying non trasparente e se sia in linea con l’art. 346 – bis del codice penale, che disciplina il c.d. “traffico di influenze illecite''. 


Va inoltre chiarito se e come gli introiti del sito beppegrillo.it e quelli delle società controllate, possano costituire, in buona sostanza, una forma indiretta di finanziamento al partito del Movimento 5 Stelle ed in caso affermativo, se le modalità prescelte siano conformi ai principi normativi vigenti in materia.

lunedì 3 febbraio 2014

Approvato in Commissione il mio emendamento al DL "Destinazione Italia"



Una piccola modifica al DL "Destinazione Italia" che da una grande mano a chi è o sarà impegnato con le delicate operazioni di bonifica

Al comma 4, lettera b), dopo la parola: macchinari aggiungere le seguenti: veicoli industriali di vario genere.
4. 55. Rostan, Ribaudo.


Così i soggetti coinvolti nelle attività di bonifica dei S.I.N potranno beneficiare del credito d’imposta per migliorare ed adeguare il proprio parco macchine, specie per quanto concerne l’acquisto di veicoli per il movimento terra ed il trasporto dei dipendenti.

giovedì 19 dicembre 2013

Il PD eviti luoghi comuni.


Ho letto attentamente l’intervista rilasciata da Francesco Nicodemo, recentemente nominato membro della Segretaria Nazionale del PD dal neoeletto Matteo Renzi e rispetto alla stessa ho avvertito la necessità di esternare alcune mie riflessioni, in considerazione del fatto che, non me ne voglia l’amico Francesco, alcune asserzioni fatte a nome di una generazione, quella degli over 30 che aspirano ad essere considerati under 40, mi hanno lasciata perplessa è dir poco. Intanto, ho fatto un rapido sondaggio tra tanti amici e colleghi, giovani medici, avvocati, qualche commercialista, per lo più neolaureati o professionisti in cerca di affermazione: ebbene, non ne ho trovato uno che avesse letto Fabio Volo o Franzen, né che fosse appassionato dei Radiohead. A parte le battute di spirito, utili a stemperare il senso di alcune riflessioni, mi sento di voler dire che in realtà la nostra, più che la generazione di Mandela, di Prodi, o di Capaci, dell’alternanza o del bipolarismo, è la generazione della precarietà, della disperazione, dell’assenza di una prospettiva di serenità, della mancanza di un futuro e della evanescenza del presente. La nostra, purtroppo, è una generazione un po’ dannata, che una vera identità ancora non è riuscita a trovarla, stretta, com’è, nella morsa della globalizzazione e della crisi delle istituzioni democratiche a vantaggio dell’ascesa delle lobby economiche. I miei coetanei e lo voglio ricordare a Francesco, da un bel pezzo hanno perso l’opportunità di poter scegliere tra Franzen e Fabio Volo, e si trovano a dover fare i conti con la necessità di decidere in quale regione

giovedì 12 dicembre 2013

Non spaventino le preferenze...


Sono convinta del fatto che le preferenze non debbano spaventarci. Credo, inoltre, che non corrisponda al vero che nel Mezzogiorno il voto di preferenza risponda sempre e comunque solo a logiche clientelari. Il nostro compito, è quello di lavorare, affinchè nei territori dove è forte il disagio sociale, si creino le condizioni per un voto sempre libero e democratico.

https://www.facebook.com/pages/Michela-Rostan/541042072580648?hc_location=timeline


martedì 10 dicembre 2013

EMENDAMENTI A.C. 1865 LEGGE DI STABILITA' 2014


Ho ritenuto opportuno formalizzare 3 emendamenti all'A.C. 1865 - Legge di Stabilità 2014.

Tre proposte semplici, ma che spero possano essere utili a destinare maggiori risorse al Mezzogiorno, alle aree contaminate da bonificare nella Terra dei Fuochi, ai Comuni che abbiano subito interventi ex Legge 219/81 ed in favore delle famiglie che sapranno attrezzarsi con il compostaggio domestico per ottenere agevolazioni sulla TARI.

Di seguito il testo degli emendamenti.

lunedì 9 settembre 2013

NEWSLETTER N. 2: LE RAGIONI DEL "NO" AL TERMOVALORIZZATORE


Care democratiche e cari democratici,

ho ritenuto opportuno focalizzare l'attenzione della mia seconda newsletter esclusivamente sulla vicenda del termovalorizzatore di Napoli - Est.

Sul punto, trascrivo il testo integrale di una mia lettera inoltrata alla stampa e ripresa da Il Velino e da Il Mattino, con la quale ho inteso trasferire alla cittadinanza la mia posizione al riguardo e le mie perplessità rispetto alla realizzazione di un impianto che, a mio avviso, potrebbe arrecare danni devastanti a tutta l'area a nord di Napoli, già vessata da anni di malgoverno.



NO AL TERMOVALORIZZATORE DI NAPOLI – EST.
L'AREA A NORD DI NAPOLI HA GIÀ DATO TANTO, TROPPO.
NON POSSIAMO PERMETTERE UN ALTRO SCEMPIO.

Nelle settimane durante le quali si è infuocato il dibattito estivo tutto incentrato sull'opportunità di realizzare o meno il termovalorizzatore di Napoli – Est a Giugliano, nell'area della vecchia centrale turbogas dell'Enel, ho mantenuto volutamente un profilo basso e riflessivo.

Ho avuto modo di discorrere ed incontrare, lontano da riflettori e cronisti e di modo che la lucidità e la razionalità prevalessero sull'emotività, gente comune, rappresentanti del mondo dell'associazionismo e del movimentismo ambientalista, personale medico particolarmente competente e, soprattutto, gli amministratori locali dei comuni che compongono l'area a nord di Napoli.

Incontri e relative riflessioni attraverso i quali mi sono convinta della totale erroneità di una scelta politica e strategica adottata dalla Regione Campania e dalla sua struttura commissariale che hanno, a mio avviso con eccessiva superficialità, esaurito un percorso decisionale le cui conseguenze sono e saranno potenzialmente in grado di condizionare negativamente il futuro delle prossime generazioni e di un territorio già martoriato sul piano ambientale, come pochi altri in Italia.

Sarebbe stato indispensabile, ad avviso di chi scrive, che il processo decisionale conclusosi con la pubblicazione del bando a firma del Commissario Carotenuto, venisse preceduto da accurate verifiche tese ad acclarare “al di là di ogni ragionevole dubbio” alcune circostanze che, ancora oggi, benché l'iter per la realizzazione del termovalorizzatore sia già ben avviato, destano non poche perplessità nell'intera popolazione del giuglianese e non solo.

In relazione a questa vicenda troppi sono gli interrogativi, alcuni dei quali lasciano profondamente inquieti, rispetto ai quali la Regione non sembra in grado, se non di fugare i dubbi, quanto meno di proferire parola.

Perché l'impianto deve essere realizzato per forza di cose a Giugliano in Campania, comune già vessato dalla presenza di discariche abusive e roghi tossici? Perché la provincia di Napoli dovrebbe ospitare due impianti, mentre il restante territorio campano alcuno? Perché la risoluzione del problema eco-balle deve necessariamente trovare risposta nel loro incenerimento e non nella loro inertizzazione? Perché non è possibile, eventualmente, procedere allo smaltimento delle eco-balle in impianti già esistenti all'estero? Le eco-balle, così come sono state impacchettate nel corso degli anni sono effettivamente destinabili a processi di incenerimento? E se lo sono, allora perché non destinarle altrove? Quale impatto economico, sociale e sanitario avrà l'impianto sui cittadini di Giugliano, Melito, Villaricca, Qualiano, Mugnano e Marano? E l'Unione Europea, che troppo spesso viene tirata in ballo come spauracchio, è inamovibilmente posizionata sulla scelta dell'incenerimento o è, invece, interessata ad una soluzione del problema che sia ecosostenibile?

Queste sono le domande che si pongono i miei concittadini ed alle quali chi si è assunto la responsabilità politica di una decisione così importante, ad ogni livello, deve dare risposte chiare e nette, senza le quali, non si può che esprimersi nettamente e contrariamente rispetto alla realizzazione di un impianto che appare, piuttosto che la soluzione all'endemico problema dei rifiuti in Campania, come una stropicciata “pezza a colori” utile a pochi e disastrosa per molti.

Domande e riflessioni che avrebbero meritato ben altri momenti di confronto, di concertazione e di approfondimento all'esito dei quali – ne sono certa – non è da escludere che le scelte adottate sarebbero state ben diverse.

Sarebbe stato più opportuno, a mio avviso, prendere in seria considerazione l'ipotesi di realizzare, prima ancora che un impianto di termovalorizzazione, un impianto di tritovagliatura di scopo, destinato esclusivamente al trattamento preventivo delle eco-balle, utile a verificare preventivamente la effettiva natura del contenuto delle stesse e la presenza al loro interno, da molti denunciata, di rifiuti industriali e tossici, non più trattabili e/o comunque inceneribili.

A ciò vi è da aggiungere che una parte delle ingenti risorse che saranno destinate alla realizzazione del progetto avrebbe potuto trovare altro impiego, come, ad esempio, la costruzione di impianti di compostaggio per completare effettivamente il ciclo della raccolta differenziata nella provincia di Napoli, o, in alternativa, la previsione di impianti di trattamento dei rifiuti industriali ed in particolare dell'amianto, dei quali la Campania è totalmente sprovvista.

Tali strutture avrebbero potuto costituire l'incubatore di veri e propri insediamenti industriali specializzati nel trattamento e nella trasformazione dei rifiuti, in grado di assicurare sviluppo e lavoro in condizioni di sostenibilità ambientale.

Ed allora, se è vero, come è vero, che la Campania ha bisogno di ultimare il proprio ciclo integrato per il trattamento dei rifiuti, è altrettanto lapalissiano che la risposta a questa necessità non può esaurirsi nella costruzione dell’impianto di incenerimento di Napoli – Est, ma deve, viceversa, prospettarsi la realizzazione di un programma virtuoso che guardi all’innalzamento delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, che preveda strutture idonee a trattare rifiuti industriali e tossici, che contenga rigidi ed efficaci meccanismi di controllo della qualità e tipologie dei rifiuti, che inneschi meccanismi virtuosi di recupero dei suoli deturpati da roghi e discariche abusive.

Tutto questo, al momento, spiace doverne prendere atto, manca.

Né, a mio avviso, può farsi ricorso alla retorica litania del richiamo ai precedenti ed ai “casi similari”.

venerdì 30 agosto 2013

E' indispensabile una forte leadership Pd per trainare il nuovo centrosinistra in città

Alcune mie riflessioni sul rilancio del Pd nella città di Napoli.

Il Partito democratico a Napoli deve impegnarsi a costruire, nei prossimi mesi, una forte leadership e una classe dirigente adeguata alle sfide sociali, economiche e politiche che la città dovrà affrontare a breve, senza rincorrere chi, fino a qualche tempo fa, additava il Pd come l'unico e solo responsabile della profonda crisi in cui sta sprofondando il nostro capoluogo.

Non mi trova d'accordo l'idea che il dibattito interno ed esterno del nostro Partito debba incentrarsi esclusivamente sull'alternativa “con” o “contro” De Magistris. 

Il Sindaco ha dimostrato in questi primi due anni e mezzo di amministrazione di non avere una visione complessiva di città ed ha messo in campo solo ed esclusivamente iniziative estemporanee e disarticolate che al di là del clamore immediato non hanno generato effetti risolutivi rispetto alle piaghe che affliggono Napoli, quali sono, a mio avviso, il tema della vivibilità degli spazi comuni, quello del lavoro, della sicurezza, dell'ambiente, della viabilità, dell'efficienza dei servizi.

E' per tutto questo che sui temi che ho prima elencato, il nostro partito e con esso gli amministratori locali, dovrebbero lavorare, ad ogni livello, per costruire un'alternativa seria, autorevole e competente, partendo dai problemi della gente e della città, e non da quelli del Sindaco. Sono convinta del fatto che ci siano tutte le condizioni e le risorse per un rilancio del Pd a Napoli, che va rifondato sulle cose da fare e non su quelle da dire.

venerdì 9 agosto 2013

La riforma dell'art. 416 ter cp: un'occasione da non perdere.



Il testo della lettera:

Egregio Direttore,
condivido le perplessità manifestate da Gian Carlo Caselli circa le polemiche infiammatesi all’indomani dell’approvazione da parte della Camera, della nuova formulazione dell’art. 416 ter cp, norma che sanziona il voto di scambio politico–mafioso, fenomeno, quest’ultimo, biecamente e capillarmente diffuso nel nostro Paese, con costi economici e sociali straordinariamente alti. Una norma, il 416 ter cp, nata sull’onda dell’emotività collettiva, suscitata dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio, nelle quali persero la vita due straordinari servitori dello Stato, Falcone e Borsellino.
Una disposizione partorita male nella misura in cui persegue, nella sua attuale formulazione, solo le ipotesi di passaggio di denaro in cambio di voti e, pertanto, palesemente inefficace e non in grado di colpire tutte le altre utilità potenziali oggetto dello “scambio” tra il politico ed il mafioso. È pacifico, infatti, che, oggi, malaffare, criminalità organizzata e politica abbiano individuato ben altre utilità attraverso le quali contrattare e distorcere il consenso:  informazioni, appoggi, favori, concessioni, assunzioni, autorizzazioni ecc., costituiscono elementi di scambio ben più redditizi di una semplice somma di denaro. Forti di questa consapevolezza, quindi, abbiamo sostenuto con convinzione, prima in Commissione Giustizia e poi in Aula, il percorso di riforma dell’art. 416 ter cp.
Ferisce e preoccupa, dunque, viste le aspettative, le speranze e le nobili motivazioni che hanno portato la Camera ad approvare questa riforma, il possibile rallentamento della stessa all’approdo in Senato.
Invero, parte delle osservazioni sollevate da esponenti autorevoli della magistratura rispetto ad un possibile arretramento dell’efficacia dell’art. 416 ter cp conseguente alla sua riformulazione, presentano non pochi profili di attendibilità e di sicuro interesse.
Altrettanto vero, però, è che non possiamo correre il rischio di insabbiare nei meandri di un cammino parlamentare potenzialmente tortuoso, un percorso riformatore che, seppur con modalità sicuramente perfettibili, si è prefisso di dare maggior peso ad una norma che, altrimenti, non avrebbe che ristretti margini di applicabilità, rispetto ad un fenomeno, quello del voto di scambio politico – mafioso, dilagante e pressoché inarrestabile.
L’auspicio, dunque, è che al Senato la riforma possa essere oggetto di un confronto tra le forze politiche franco, serio ed il più possibile contingentato nei tempi, per dare risposte a quella parte maggioritaria del nostro Paese che crede fortemente nella legalità delle Istituzioni democratiche e nella possibilità che il Parlamento possa, quale articolazione dello Stato di diritto, essere in grado di mettere in campo tutti gli strumenti necessari ad assicurare la libertà di autodeterminazione politica del cittadino e la lotta alla corruzione.
On. Michela Rostan
Partito Democratico

SODDISFAZIONE PER L’ACCOGLIMENTO DELL’O.D.G. AL DECRETO DEL FARE CHE IMPEGNA IL GOVERNO NELLA LOTTA AI ROGHI TOSSICI IN CAMPANIA


Abbiamo presentato quest’oggi, un ordine del giorno relativo alle norme contenute nella Legge di conversione del Decreto Fare in materia ambientale, con il quale abbiamo impegnato il Governo, in occasione delle iniziative che saranno avviate per concretizzare i contenuti del provvedimento destinata alla Campania, ad intraprendere ogni azione utile a contrastare il dilagante fenomeno dei roghi tossici nella nostra regione.

L’ordine del giorno depositato agli atti della Camera ed accolto dal Governo nel corso della seduta dedicata all’approvazione della legge di conversione del Decreto Fare, impegna l’Esecutivo, ed in particolare il Ministero dell’Ambiente, in occasione delle attività che saranno compiute per l’avvio della bonifiche dei suoli inquinati e per il completamento del ciclo integrato dei rifiuti in Campania, ad associare alle stesse tutte le iniziative del caso necessarie per la lotta agli illeciti nella c.d. “Terra dei Fuochi” e, contemporaneamente, mantiene alta la tensione del Consiglio dei Ministri su di un tema delicato e drammatico quale è quello dei roghi in Campania, ed in particolare nelle province di Napoli e Caserta.

Non è la prima, né sarà l’ultima iniziativa concreta che in qualità di Deputati campani del Partito Democratico metteremo in campo per dare risposte ai cittadini, alle associazioni, ai comitati ed a tutti coloro i quali si impegnano quotidianamente per tutelare la salubrità delle nostre terre ed il diritto alla salute delle generazioni presenti e future.

Rassegna stampa:

Agenparl
Julie News
Rimagina

Di seguito, il testo integrale dell'ordine del giorno accolto dal Governo:

O.D.G.
DECRETO FARE – ART. 41 – DISPOSIZIONI IN MATERIA AMBIENTALE
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame rappresenta uno dei primi provvedimenti del Governo che, anche se in modo parziale e nei limiti delle risorse disponibili, interviene al fine di promuovere il rilancio del Paese, attraverso l’intervento in varie aree di interesse;

il provvedimento si inserisce in una situazione di grave e prolungata di difficoltà congiunturale e in un contesto contrassegnato da una profonda crisi socioeconomica, che investe il nostro Paese ormai da diversi anni, i cui riflessi sul mondo del lavoro e sui livelli occupazionali richiedono interventi strutturali e di sistema;

l’art. 41 recante disposizioni in materia ambientale, interviene modificando la normativa prevista per la gestione delle acque sotterranee emunte e di bonifica dei suoli inquinati, nonché, in relazione alla procedura di infrazione comunitaria n. 2007/2195, al fine di consentire la semplificazione e l’accelerazione nell’attuazione degli interventi di adeguamento del sistema dei rifiuti nella Regione Campania e di accelerare l’attuazione delle azioni in corso per il superamento delle criticità della gestione del sistema stesso, conferendo facoltà al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di nominare con propri decreti uno o più commissari ad acta affinché questi provvedano, in via sostitutiva degli Enti competenti in via ordinaria, alla realizzazione e l'avvio della gestione degli impianti nella Regione, gia' previsti e non ancora realizzati, e per le altre iniziative strettamente strumentali e necessarie;

tale disposizione, dunque, da’ impulso al processo di completamento del sistema di gestione del ciclo integrato dei rifiuti in Campania, accelerando il superamento delle criticità generate dalle inefficienze degli Enti competenti, attraverso il commissariamento governativo delle rispettive funzioni in materia ambientale;

il mancato completamento del ciclo integrato dei rifiuti in Campania, purtroppo, da oltre vent’anni favorisce la proliferazione di fenomeni di smaltimento illecito dei rifiuti stessi che vengono conferiti in luoghi ed aree non autorizzati o, in alternativa, bruciati all’aperto;

tale fenomeno estremamente diffuso e la cui recrudescenza aumenta nel periodo estivo, ha fatto si che all’enorme distesa posta al confine tra le provincie di Napoli e Caserta e verso il vesuviano, venisse attribuito il triste appellativo, ormai noto a livello nazionale, di “Terra dei Fuochi”;

il detto fenomeno – oggetto anche di un’inchiesta da parte di una Commissione Parlamentare costituita proprio per approfondire la condizione del ciclo dei rifiuti in Campania la cui relazione finale è stata recentemente posta agli atti della Camera – ha provocato ed a tutt’oggi sta provocando danni indescrivibili sul piano ambientale, economico, sociale e sanitario;

il fenomeno sopra descritto, purtroppo, trova terreno fertile anche e soprattutto nella incompletezza delle norme vigente in materia di protezione ambientale e della conseguente difficoltà per le Forze dell’Ordine di attuare una compiuta strategia preventiva e repressiva degli illeciti;

vi è la necessità di porre in essere una strategia di alto impatto tesa a contrastare la sempre più incontrollata diffusione di tale fenomeno,

impegna il Governo

ad assumere tutte le iniziative che garantiscano l’attuazione di una complessiva strategia di contrasto al fenomeno dei roghi tossici in Campania, da affiancarsi alle attività di accelerazione del processo di completamento del ciclo dei rifiuti in Campania e di bonifica dei suoli inquinati, previste dall’art. 41 del provvedimento;

On. Michela Rostan

On. Simone Valiante

martedì 6 agosto 2013

NEWSLETTER N. 1: I PRIMI 100 GIORNI DI GOVERNO



Care democratiche e cari democratici,

a poco più di cento giorni dall’insediamento del Governo Letta, sento il bisogno di fare un bilancio dell’attività svolta in queste settimane e condividere con Voi tutti, alcune riflessioni sul momento che sta attraversando il nostro Paese.

Quanto all’impegno parlamentare profuso, cercando di interpretare – spero al meglio – le aspettative di tutti gli elettori del Partito Democratico dei nostri territori, ho ritenuto opportuno destinare gran parte del, finora breve, tempo a disposizione per portare avanti una lotta serrata ai roghi tossici ed all’inquinamento ambientale nell’area a nord di Napoli.

A tal fine, ho formalizzato dapprima una interrogazione a risposta scritta (Atto Camera  5/00112) rivolta ai Ministri della Giustizia e degli Interni per conoscere quali fossero le iniziative imminenti ed improcrastinabili che questi dicasteri stessero perpetrando o programmando per contrastare il fenomeno della “Terra dei Fuochi” e, quindi, una mozione (Atto Camera 1/00098), sottoscritta da oltre venti Colleghi Deputati, con la quale la Camera potrà, nel momento in cui la stessa verrà discussa ed approvata, vincolare politicamente il Governo su determinati punti, quali l’inasprimento delle pene per i reati ambientali, l’incremento del presidio dei territori abbandonati, l’istituzione di un tavolo interministeriale di azione ed infine la revisione del ruolo delle ASL per quanto concerne l’informazione e la sensibilizzazione della cittadinanza e dell’ARPAC per quanto attiene alla possibilità di conferire al personale della stessa, anche funzioni di polizia giudiziaria.

Successivamente, con lo scopo di allargare il campo d’azione del Governo ed in particolare del Ministero dell’Ambiente, ho depositato un’interrogazione sulla condizione ambientale del Litorale Domitio (Atto Camera 4/01192), che se recuperato, a mio avviso, potrebbe rappresentare uno straordinario volano di sviluppo economico per tutta l’area a nord di Napoli.

Mi preme sottolineare, inoltre, l’importanza delle iniziative intraprese in materia di tutela del lavoro, con particolare riferimento alle interrogazioni rivolte al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in relazione alla condizione di precarietà degli LSU della Regione Campania (Atto Camera 4/01269), alla CIGS che interessa gli operai dello stabilimento FIAT di Pomigliano d’Arco (Atto Camera 5/00767) ed alla perdita del lavoro, purtroppo soltanto parzialmente scongiurata, che ha colpito le operatrici sociali del Comune di Giugliano in Campania.

In materia di trasporti, insieme ad altri Colleghi Deputati napoletani, abbiamo immediatamente chiesto (Atto Camera 5/00617) che si facesse luce sulle ragioni che hanno portato alla temporanea sospensione del servizio metropolitano della Linea Metrocampania Nord – Est, e farò il possibile affinché il Partito Democratico si impegni ad evitare che la Regione possa ulteriormente peggiorare il sistema trasportistico campano, indebolendo la già precaria linea ex – Alifana.

Atti concreti, dunque, mirati e formulati con l’obiettivo dichiarato di tutelare gli interessi ed i diritti fondamentali dei cittadini napoletani, quali la salute, la mobilità, il lavoro.

Sul piano legislativo, Vi segnalo l’interessante e quanto mai opportuna recente iniziativa legislativa, alla quale ho aderito, del Collega On. Simone Valiante, in materia di tutela delle c.d. “Aree Protette”, tesa a rafforzare gli intenti del D.P.R. n. 73 del 2013, che ha scelto campi di competenze chiare ed esplicite (dalla ricerca ambientale all’agricoltura, al governo partecipato ed attivo del territorio) per rileggere in chiave moderna la politica di gestione dei Parchi alla luce dell’attuazione della Strategia Nazionale della Biodiversità. 

Ed ancora, le iniziative di legge che ho sottoscritto quale cofirmataria in materia di affitto dei fondi rustici in favore dei giovani agricoltori; di lotta alle discriminazioni razziali di genere, orientamento sessuale o disabilità delle persone; di acquisto della cittadinanza; di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave e prive del sostegno familiare; di interventi in favore delle giovani madri, volti a garantire il segreto del parto ed i diritti del neonato.

Testi che andranno seguiti affinché possano raggiungere lo scopo prefisso, attraverso un’attenta, costante e responsabile verifica dell’attività di Governo.

Governo che, a poco più di tre mesi dall’inizio del proprio percorso, ha messo in campo – seppur tra le più disparate difficoltà economiche, politiche e sociali –  una pluralità di iniziative meritevoli che, ad avviso di chi Vi scrive, confermano la bontà delle scelte fatte a suo tempo, quando, in condizione disperate per il Paese, Giorgio Napolitano e con Questi il Partito Democratico, è stata data vita al Governo di servizio.

Un Governo che, senza alcun dubbio, non è il governo che sognavamo noi, quando insieme abbiamo vissuto quella straordinaria esperienza di partecipazione democratica che sono state le primarie del 30 dicembre.

Un Governo che, però, in questa fase va sostenuto affinché possa dare all’Italia la guida necessaria per consentire a tutti noi di reggere l’urto della crisi economica e dello sconfinato disagio sociale che essa comporta.
È da giovane Deputata, consapevole dello scenario complessivo circostante, che ho deciso di inaugurare quest’oggi la mia newsletter.

Tanto, anche perché credo fondamentale, in questo periodo di profondo discredito della politica, che chi rappresenta le Istituzioni democratiche senta il dovere di rendicontare ai cittadini il lavoro svolto, l’impegno profuso, i successi e di risultati raggiunti e, perché no, anche i fallimenti e gli errori commessi. 

Ecco perché Vi ho scritto. 

Ed ecco perché lo farò in seguito, con costanza, coerenza e trasparenza.